Blog: L'Arte per l'Evoluzione

Pillole di realtà e d'arte, testimonianze, cambiamenti: declinazioni del Manifesto L'Arte per l'Evoluzione. Tre categorie da esplorare: "Arte e Bellezza", "Comprendere", "Alternative".

ARTE E BELLEZZA - COMPRENDERE - ALTERNATIVE - AUTORI


L'Arte per l'Evoluzione? di Luigi Alberton
Parliamoci chiaro, a scanso di equivoci
Categoria: "Arte e Bellezza"

Già li sento, i commenti: "Ma in che mondo vivono, questi?" ... "Hanno tempo da perdere" ... "Saranno figli di papà con il SUV" ... "Di sicuro non hanno mica il mutuo da pagare a fine mese" ...

Già. Proporre l'arte (l'arte?!?) come alternativa al "male di vivere" presente, anzi come forza evolutiva e portatrice di benessere, sembra quasi un'offesa a chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese.

In realtà anche noi abbiamo mutui da pagare e lavori da inventare e macchine quasi da rottamare e vite complicate come quelle di tutti. Non abbiamo protettori e non viviamo nemmeno con la testa per aria.


Ci sembra di essere persone ragionevoli e pensanti e senza particolari problemi di salute mentale. E allora perché l'arte?

Seguitemi:

1. Una breve premessa

È insito nella natura dell'uomo cercare. Esplorare, non accontentarsi, volere di più, rischiare, agire. È questa "scintilla" che lo fa sentire vivo, profondamente umano. È questo che lo distingue dalle altre specie animali. Ne abbiamo esempi fulgidi e nefasti nello sport, nell'economia, nella vita produttiva, nella ricerca scientifica, ovunque. Fin qui, credo che possiamo essere tutti d'accordo.

2. L'ipotesi ideale

Ora proviamo a fare un esercizio di visualizzazione. Immaginiamo di vivere tutti in un mondo perfetto. Non guardatemi così. È difficile, lo so, ma almeno con la fantasia possiamo ancora viaggiare senza limiti! Vi do una mano. Nell'ordine: buona salute, casa di proprietà con giardino, buon conto in banca. Vita sentimentale ricca e profonda e famiglia felice, con cane. Lavoro gratificante e ben pagato. Governi onesti e media intelligenti. Benessere diffuso, niente criminalità organizzata o disorganizzata. Niente guerre, niente terrorismi, niente fondamentalismi. Niente effetto serra, niente piogge acide, niente petrolio nei mari o acque radioattive. Abbiamo tutto. E siamo liberi.

3. Gli sviluppi

In questo mondo così perfetto da non essere ulteriormente perfettibile, credete che la "scintilla" della ricerca si spegnerebbe? Credete che, soddisfatti tutti i bisogni materiali e non, l'essere umano si accomoderebbe sulla sua poltrona a contemplare l'orizzonte? Io no. Io sono certo che l'essere umano continuerebbe a sentire quella certa irrequietudine, quell'insoddisfazione senza nome, quell'indistinta voglia di nuovo, di rischio, di adrenalina...

Sono certo che farebbe di tutto pur di uscire dalla noia della perfezione. Forse giocherebbe al casinò, o proverebbe a "viaggiare-a-fari-spenti-nella-notte", o cercherebbe lo "sballo" nelle variegate modalità offerte dalla civiltà moderna. O magari si cercherebbe un avversario, un concorrente con cui competere. Un nemico.

4. La domanda

Ci siamo capiti. Abbiamo già visto questa storia sin troppe volte. Se va a finire così anche nella nostra utopica società perfetta, cosa potrà essere oggi, in quest'epoca marcescente e senza direzione?

La domanda che ci siamo posti è questa: Perché questa "scintilla" dell'uomo, invece di innescare un volano di evoluzione, si inceppa e diventa competizione, violenza, sopruso? Perché brucia invece di illuminare?

La risposta che ci siamo dati è questa: È perché questa "scintilla" noi l'alimentiamo con l'obiettivo del riconoscimento esterno, la fama, l'interesse economico esclusivo, la visibilità, il potere. Tutte cose che non dipendono da noi, ma dagli altri. Tutte cose che non ci rendono liberi, ma ci avviluppano in una rete vischiosa. È perché le soluzioni le cerchiamo fuori di noi, non dentro di noi, e le responsabilità pure. Tutte le nostre meravigliose "scintille", lanciate all'esterno, creano un movimento centrifugo e vorticoso che ci lascia un po' storditi, ma mai soddisfatti. È una fuga da noi stessi, ancora una volta.

5. La risposta alternativa

È nell'arte, torniamo a dire. L'arte può essere la nostra alternativa al movimento centrifugo, il nostro volano evolutivo per il benessere individuale e sociale. Pensateci. Pensate all'incanto che vivete davanti alla Venere di Botticelli o alla Nona Sinfonia di Beethoven o davanti all'arte della Natura… Pensate a quanto vi sentite rigenerati, ispirati, grati.

Se questo è l'effetto dell'arte altrui su di voi, quale potrà essere l'effetto della vostra arte su di voi? E come potrà espandersi a chi vi sta vicino, giorno dopo giorno? Coltivare i propri talenti soddisfa bisogni fondamentali dell'essere umano: crea appagamento, equilibrio, benessere, adrenalina, gioia di vivere, energia positiva. E innesca un circolo virtuoso.

L'arte è una "droga naturale", senza effetti collaterali. Non "oppio dei popoli", ma alimento, strumento di pienezza e comprensione profonda.


Non avete arte? Vi sbagliate. E non vi conoscete abbastanza. L'arte è prerogativa di tutti, nessuno escluso. È la nostra vera scintilla divina. L'arte di alcuni è grande e molteplice nelle sue forme ed essi ne mettono i frutti a disposizione di tutti, oltre i limiti del loro tempo e del loro spazio: sono i grandi artisti. Ma ciascuno di noi ne possiede quanto basta per sé.

Vivere nell'arte è un cambiamento di prospettiva radicale che può trasformare la società. A partire da ciascuno di noi. Ecco perché il Manifesto L'Arte per l'Evoluzione – per quanto utopico – ha motivo d'essere e ha un senso.

Rivoluzionario.

Dicembre 2011 - scritto da Luigi Alberton
con la collaborazione di Maria Cristina Leardini





Luigi Alberton - Nota biografica
Fondatore di Immaginario Sonoro, è l'autore del manifesto L'Arte per l'Evoluzione. È un "esploratore dell'arte": autore, compositore, musicista, regista, produttore, editore.
I post di Luigi Alberton »


Facebook Twitter Vimeo YouTube Amazon
Invia

COMMENTI

nome
email
città
commento
codice
  Copia questo codice nel campo qui sopra: 6mMlY0g
 

COMMENTI


Amedeo Sinico | scritto 25/12/11

Direi che tutti i punti messi in evidenza così nettamente, mettono in evidenza una posizione in cui non ci sono alternative per un naturale cambiamento positivo se non si assume una visione netta di come l'essere umano deve muoversi nei meandri della vita. È una realtà che prima o poi deve essere affrontata! Il segnale è deciso e non ci possono essere giustificazioni. È auspicabile! Intanto è importante, come hai scritto, PARLARCI CHIARAMENTE! Mi piace l'effetto dello scritto che alla lettura dei punti produce.

Monica Alberton | scritto 22/12/11

Oggi più che mai questo pensiero è REALE... perché altrimenti tanta depressione? Si pensa che l'arte sia solo l'arte con la A maiuscola, ma se solo iniziassimo a vivere quotidianamente i nostri talenti, non con l'aspettativa del risultato ma con la gioia del nostro sentire, forse tutti vedremmo che l'arte sta in ognuno di noi e che basterebbe semplicemente decidersi a viverla. In questi tempi difficili per me anche un sorriso sincero è una forma d'arte.